Aggiornati i CAM (Criteri Ambientali Minimi) per l’edilizia


Con la pubblicazione del DM 11/1/2017, il Ministero dell’Ambiente ha aggiornato i Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia pubblica: i CAM sono ora allineati al nuovo Codice Appalti e contengono i riferimenti agli ultimi decreti attuativi sulle prestazioni energetiche degli edifici (DM 26/6/2015) e al nuovo Conto Termico.

Vogliamo in questo modo – spiega il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – rendere il settore pubblico sempre più sostenibile ed efficiente sotto il profilo energetico, oltre che pienamente protagonista della sfida dell’economia circolare. I Criteri Ambientali Minimi – prosegue il Ministro - sono una parte essenziale del nuovo Codice Appalti, assicurando nei documenti progettuali e di gara un risparmio economico per le casse dello Stato ed insieme un costo ambientale ridotto”.

I CAM prevedono requisiti che indirizzano la Pubblica Amministrazione verso una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti e forniscono delle “considerazioni ambientali”, collegate alle diverse fasi delle procedure di gara, volte a qualificare le forniture da un punto di vista di sostenibilità ambientale lungo l’intero ciclo di vita del servizio/prodotto.

Riguardo ai requisiti dell’edificio segnaliamo:
• Obbligo della classe energetica A3 per edifici nuovi e ristrutturazioni importanti di I livello.
Anticipo al 2017 delle trasmittanze termiche U previste nel 2021 per ristrutturazioni importanti di II livello e riqualificazioni energetiche.
• Obbligo della classe acustica II (D2m,nTw ≥ 40dB, R’w ≥ 53 dB, L’nw ≤ 58 dB). Le verifiche dovranno essere eseguite sia in fase di progetto sia in opera, al termine dei lavori.
• Per le coperture, obbligo di impiego di materiali con indice SRI di almeno 29 per tetti a falda e di materiali con indice SRI di almeno 76 per tetti piani.
• Obbligo, per i nuovi edifici, di un piano per disassemblaggio e demolizione selettiva dell’opera a fine vita, che permetta il riutilizzo o il riciclo dei materiali utilizzati.

Riguardo ai requisiti comuni a tutti i materiali da costruzione evidenziamo:
Disassemblabilità: almeno il 50% in peso dei componenti edilizi, escludendo gli impianti, deve essere sottoponibile, a fine vita, a demolizione selettiva ed essere riciclabile o riutilizzabile. Di tale percentuale, almeno il 15% deve essere costituito da materiali non strutturali.
Contenuto totale di materiale riciclato e/o recuperato: il contenuto di materia recuperata o riciclata nel totale dei materiali utilizzati per l’edificio, anche considerando diverse percentuali per ogni materiale, deve essere pari ad almeno il 15% in peso valutato sul totale di tutti i materiali utilizzati. Di tale percentuale, almeno il 5% deve essere costituita da materiali non strutturali.

Riguardo ai requisiti specifici per alcuni materiali da costruzione segnaliamo:
Cartongesso: contenuto di almeno il 5% in peso di materiale riciclato e/o recuperato.
Isolanti: contenuto minimo di materiale riciclato e/o recuperato in % variabile a seconda del materiale, ad esempio 60% per la lana di vetro. Per le lane minerali è richiesta inoltre la conformità alla Nota Q che, a partire dal 1/1/2018, potrà essere attestata anche con il certificato EUCEB.

I CAM prevedono inoltre alcuni criteri premianti, non obbligatori, tra cui si evidenzia la distanza di approvvigionamento dei prodotti da costruzione: viene attribuito un punteggio premiante per il progetto che preveda l’utilizzo di materiali estratti, raccolti o recuperati, nonché lavorati ad una distanza massima di 150 km dal cantiere di utilizzo, per almeno il 60% in peso sul totale dei materiali utilizzati.