Firmato il Decreto BIM con le date di obbligatorietà per gli appalti pubblici

Il provvedimento disciplinerà l’obbligo di bandire le gare d’appalto e di progettare le opere pubbliche con il BIM

Il 1° dicembre 2017 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha firmato il Decreto BIM, il provvedimento che disciplinerà l’obbligo di bandire le gare d’appalto e di progettare le opere pubbliche con il BIM. Il Decreto, che verrà pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale, prevede un calendario impostato in cinque momenti, per permettere agli attori del settore delle costruzioni di adeguarsi e formarsi:

 

 

  • dal 1/1/2019 per i lavori complessi relativi a opere di importo pari o superiore a 100 Mio €,
  • dal 1/1/2020 per i lavori complessi relativi a opere di importo pari o superiore a 50 Mio €,
  • dal 1/1/2021 per i lavori complessi relativi a opere di importo pari o superiore a 15 Mio €,
  • dal 1/1/2022 per le opere di importo pari o superiore 5,2 Mio €,
  • dal 1/1/2025 per tutte le nuove opere.

 

 

Attualmente l’utilizzo del BIM è facoltativo, come indicato dal Nuovo Codice Appalti, ma con il Decreto BIM si sancisce ufficialmente l’adozione del BIM con forti riflessi per tutti gli operatori: committenti, progettisti, imprese di costruzione e di manutenzione, produttori di materiali.

Si tratta - spiega il Ministero - di un intervento utile nel perseguimento di una migliore qualità dei progetti e delle opere pubbliche, in quanto, attraverso la digitalizzazione del settore delle costruzioni, si apportano benefici alla spesa pubblica e si rende più efficiente l'operato degli attori, con il conseguente incremento della loro redditività. Secondo alcuni studi ed esperienze, la progettazione BIM può consentire almeno il 10% di risparmi di spese di gestione e risparmi lungo tutto il ciclo dell’opera, abbattendo il ricorso alle varianti e prevedendo per tempo le manutenzioni necessarie.

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